I tre miti da sfatare sulle biopiscine

Prima di realizzare una biopiscina, molte persone mi fanno alcune classiche domande, a cui voglio rispondere in questo articolo, in modo da chiarire a tutti questi possibili dubbi.

Il primo mito da sfatare è “in una biopiscina l’acqua diventa verde”.

L’acqua verde è dovuta alle alghe unicellulari, che si possono presentare in un laghetto dove c’è un carico organico molto elevato, che è dovuto normalmente alla presenza di tantissimi pesci, oppure ancora peggio per la presenza di tartarughe, anatre o oche. Altri fattori che generano questo carico organico elevato sono i residui di mangime per pesci e l’abbondanza di foglie marce che si possono depositare sul fondo.

Come già puoi aver intuito, l’acqua verde può presentarsi dove ci sono molti animali che sporcano, e ovviamente in una biopiscina non è contemplato l’inserimento di pesci o altri animali acquatici!

Un co-fattore che favorisce la presenza di alghe unicellulari (in aggiunta a quello degli animali acquatici che sporcano) è la presenza di forti sbalzi termici e l’esposizione diretta al sole della superficie dell’acqua.

Questo significa ad esempio che l’acqua verde si genera soprattutto in un laghetto con molti pesci, che ha anche tutta la superficie libera, quindi senza piante acquatiche dentro.

In un laghetto, come in una biopiscina, si devono infatti inserire molte piante acquatiche in modo che vadano a coprire una certa superficie del laghetto o della biopiscina.

La percentuale di copertura della superficie con piante acquatiche chiaramente sarà più elevata in un laghetto con pesci piuttosto che in una biopiscina.

Le piante acquatiche svolgono un ottimo lavoro di fitodepurazione, quindi le sostanze organiche e inquinanti che potrebbero far diventare verde l’acqua (ammonio) vengono trasformate con il processo di fitodepurazione in nitriti e poi nitrati. I nitrati a loro volta vengono assorbiti dalle piante acquatiche come fonte di nutrimento.

Ecco perché grazie alle acquatiche, un laghetto o una biopiscina diventa un ecosistema vero e proprio dove l’acqua rimane pulita in modo naturale.

Naturalmente occorre individuare le piante acquatiche adatte alla tua biopiscina, nel tuo contesto specifico. Non basta infatti inserire delle piante “a caso” e sperare che tutto funzioni. Ho approfondito questo argomento nell’articolo “Come scegliere le piante acquatiche da inserire in una biopiscina“.

Inoltre in questa serie di 4 video gratuiti sulle piante acquatiche puoi scoprire quali sono le 3 tipologie di piante indispensabili, e come coltivarle, per avere un laghetto in equilibrio.

Il secondo mito da sfatare è “una biopiscina attira le zanzare”.

Le zanzare sono attratte dalle pozzanghere d’acqua stagnante in cui possono deporre le loro uova. Ti sarà probabilmente capitato di lasciare dei contenitori in giardino che con la pioggia si sono riempiti di un po’ d’acqua, e poi dopo qualche settimana hai fatto caso che si sono riempiti di insetti lunghi fino a 1 cm che si dimenavano come dei vermi… ecco le larve di zanzare! Questo è l’ambiente ideale per le zanzare per riprodursi.

In un laghetto, grazie alle piante acquatiche vengono attirati gli insetti antagonisti delle zanzare, come ad esempio gerridi e libellule. Per questo motivo ad esempio nel nostro vivaio, dove abbiamo ben 14 laghetti con una superficie tra i 300 e i 500 m² ognuno per la coltivazione delle piante acquatiche più altri 2 laghi dedicati alla flora spontanea di circa 1500 m² ognuno, non troverai mai larve di zanzara in questi laghi.

L’unico breve momento in cui potresti trovare larve di zanzara è il primo periodo iniziale di 1-2 mesi quando hai appena costruito un nuovo laghetto e non ci sono ancora abbastanza piante acquatiche da attirare gli insetti antagonisti, ma appena questi arrivano, non vedrai mai più larve di zanzara in acqua.

In una biopiscina in aggiunta abbiamo anche un movimento dell’acqua dato dal ricircolo continuo tra la vasca balneabile e la vasca delle piante. Se già gli insetti antagonisti terranno alla larga zanzare e larve di zanzare, anche l’acqua leggermente increspata impedirà alle zanzare di deporre le loro uova, proprio perché non è il loro ambiente gradito.

Il terzo mito da sfatare è “le biopiscine funzionano solo nei luoghi freschi”.

Questo dubbio è legato al fatto che nei luoghi caldi potrebbero formarsi maggiormente alghe o acqua verde (ma come spiegato nel primo punto, gli sbalzi termici e l’esposizione della superficie al sole, e non il calore di per sé, sono un co-fattore che favorisce le alghe verdi, oltre all’eccesso di sostanze organiche in acqua).

Prima di tutto voglio precisare che ho tantissimi clienti anche in Sicilia, dove le temperature sono piuttosto elevate, e non ci sono differenze significative per quanto riguarda i laghetti e le biopiscine.

Le piante da inserire ovviamente vanno scelte in base alle caratteristiche climatiche, cioè le piante che andiamo ad inserire in una biopiscina in Valle d’Aosta e quelle in una biopiscina in Sicilia saranno in buona parte diverse, come è giusto che sia.

La cosa fondamentale è che devi progettare un sistema ben bilanciato con una certa superficie dedicata alla balneazione e una certa superficie dedicata alle piante acquatiche.

Ci sono poi un paio di accorgimenti di cui tenere conto se vuoi realizzare una biopiscina in un luogo molto caldo.

Il primo è che se c’è un volume d’acqua maggiore, in generale l’acqua si mantiene più limpida. Quindi maggiore è il volume d’acqua, maggiore è la stabilità dell’ecosistema, migliore è la qualità dell’acqua.

Quindi per tradurre in modo pratico la cosa, ad esempio se la vasca balneabile va a 1,50 m di profondità è meglio che 1,30 m. Ancora ad esempio, se il substrato delle piante palustri è profondo 60 cm è meglio che 40 cm (anche tra ghiaia o lapillo c’è sempre un certo volume d’acqua).

Il secondo accorgimento è quello di inserire tra la tecnica di una biopiscina anche una lampada UV, opportunamente dimensionata in base alle caratteristiche climatiche del luogo. Queste lampade sono progettate per danneggiare le alghe unicellulari che causano l’acqua verde ed eventuali batteri maligni che potrebbero arrivare in una biopiscina.

Queste lampade sono già integrate in alcuni modelli di filtri, ma puoi decidere se attivarle oppure no.

Ad esempio nella nostra biopiscina in Piemonte non si sono mai formate queste alghe unicellulari e quindi non abbiamo necessità di attivare queste lampade UV.

Se hai una biopiscina, soprattutto in un luogo particolarmente caldo, è quindi importante prevederle e dimensionarle correttamente, poi potrai facilmente decidere se e quando attivarle!

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